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Cicerale inedita
pg.22, 7 febbraio '10.PDF
Cicerale
inedita pg.23, 7 febbraio '10.pdf
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LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010
Cosa � successo davvero dentro Cicerale? Nei processi dei reati prescritti,
delle truffe tentate?
E dentro l'inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati
per il camino?
Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l'ignoranza, l'amicizia dello
Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci
indifferenti e gli appalti vinti senza requisiti?
Questa, che Chiliamacisegua divulga, � la prima inchiesta giornalistica
minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le
mette insieme una dopo l�altra, che interroga
il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile pi� discusso
d'Italia.
Questa � la vera storia dell�orrore di Cicerale.
Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l�uso
che si deve.
E questo che leggete su la Padania dell'7 febbraio 2010, a firma di Stefania
Piazzo, non e' un articolo:
E' UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh � arrivata finalmente quell'ora:
Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte � ancora costretta a
battere i marciapiedi!
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
FEBBRAIO
07 febbraio
*VIAGGIO NELL�ITALIA BESTIALE SEDICESIMA PUNTATA
*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 1

Indicazione per Cicerale
07 febbraio
*I CANI NON TORNANO MUORI CHE TI PASSA
*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 2

La ciminiera di Cicerale
PER UNA LETTURA COMODA
CICERALE STORIA INEDITA DI UN SISTEMA
Un inceneritore nel Comune in cui bruciare, eventualmente, la droga sequestrata.
Un canile con e senza autorizzazioni. Fatture di accalappiamenti tutte da
verificare. Un processo per reati tributari verso i comuni convenzionati, reati
finiti in prescrizione (correvano gli anni 1994 e 1995 e si parlava di fatture
emesse per operazioni in parte o in tutto inesistenti o con importi superiori�).
E, ancora, altri pagamenti incassati a fronte di nessun sindaco che and� a
sbirciare quanto cani erano stati catturati nei furgoncini.
Nessuna ulteriore verifica tributaria.
Perch�? Tanti processi per maltrattamento.
Perch�? Appalti vinti senza requisiti.
Perch�?
E poi? Varie ed eventuali.
Si pu� scrivere? Bisogna scrivere.
La storia di Cicerale � scolastica, didattica, perch� insegna come funziona in
Italia il sistema canili, il meccanismo delle convenzioni, delle autorizzazioni.
Quando ci sono. Dei cani accalappiati in abbondanza, magari sempre quelli,
pagati sull�unghia dai comuni, che non controllavano se quanto pagavano
corrispondeva alla pesca miracolosa del furgoncino.
Ed � un sistema sublime da scoprire visto che la premiata ditta Cicerale si
aggiudicava gli appalti, al ribasso anche del 54%, senza presentare tutte le
carte ma solo quelle per �allevamento e addestramento cani� intestata al padre e
non al figlio titolare.
Cosa ben diversa dal fare canile. Come dire: faccio l�esame da ragioniere e mi
danno la laurea.
Nel Cilento fa lo stesso. A tutti andava bene cos�. Nessuno faceva una visura
camerale. Cos�, fino al 2004, si accalappiava.
Zitti e ciccia. Bastava la medaglia alla memoria per avere un tempo allevato
cani.
Il curriculum del padre per promuovere il figlio.
Cicerale � anche un sistema affascinante da indagare per tutte quante le realt�
e le coincidenze collaterali che ruotano attorno a questo mondo nascosto non a
caso su una montagna.
L�INCENERITORE
Partiamo dalle ceneri della fenice.
Di Cicerale era il pusher, Gianguerino Cafasso, omonimo dei gestori Cafasso del
canile, assassinato l�estate scorsa, che riforniva di droga gli ambienti della
Roma politica di Marrazzo.
A Cicerale-Cicerazzo c�era e c�� un inceneritore, autorizzato (ma anche no),
dentro il canile, che le forze dell�ordine guardavano con interesse per le
partite di droga sequestrate da incenerire.
Si capisce, � prassi. Ma fin lass� non era scomodo? Forse no.
Sicuramente un registro di carico e scarico di queste cose esister�, semmai si
volesse capire quanto � entrato e uscito. Eventualmente forse.
Un momento di silenzio anche per i poveri cani. Pace all�anima loro e alle loro
pance aperte e chiuse.
Polvere siamo e polvere ritorniamo, nulla si crea, nulla si distrugge, a
Cicerazzo.
L�inceneritore, il suo ruolo, il suo uso, il mistero di come per 15 anni il
sistema Cicerale sia sopravvissuto nonostante tutti i temporali�
La chiave di lettura sta tutta qui? Di sicuro nessuno rompeva le scatole a
Cafasso, di certo nessuno dei 97 comuni convenzionati discutevano le sue
condizioni.
E di certo la giustizia non infieriva. I cani riempivano il canile, i cani
passavano per il camino, i cani stavano tutti bene.
Un controllo ambientale di polizia all�interno della struttura dell�inceneritore?
Macch�. E anche se l�allora procuratore capo di Vallo della Lucania (che si
favoleggia pure parente di un�ex custode giudiziale della struttura, ndr) era
stato interpellato, che bisogno c�era di andare proprio a verificare? Solo �sentito
dire�.
Intanto la camorra ogni tanto faceva sparire qualcuno, roba da Chi l�ha visto.
Dalle parti anche di Cicerale.
Quante ne avr� sentite raccontare anche l�inceneritore di storie portate dal
vento.
SENZA AUTORIZZAZIONE
Un giorno qualcuno s�incazza. � il titolare della ditta Iguazu srl. Partecipa
all�appalto per la �Convenzione per la custodia e mantenimento invita dei cani
randagi� del Comune di Battipaglia. Cafasso vince, ma l�altro concorrente
ricorre al Tar. E che porta in Tribunale per sconfiggere il sistema-Cicerale?
Una cosa tanto banale quanto normale da verificare anche per il Comune: i
requisiti. Nel luglio 2003 parte la corsa all�appalto. A novembre il Comune
stringe la mano al vincitore Cafasso. Ma le carte non tornano. L�Iguazu si
appella al Tar.
Che c�entrano gli attestati di servizi svolti per alcuni enti e l�attesto Enci
del padre con il servizio richiesto da Battipaglia? Proprio niente. Proprio
niente.
Eppure la commissione di gara confermava di nuovo, nonostante il primo ricorso,
la ditta Cafasso. Ma allora il Comune di Battipaglia se la stava proprio
cercando?
Per forza! Perch� il certificato rilasciato dalla Camera di commercio il 3
novembre 2003 scriveva che la ditta Cafasso risultava s� iscritta ma solo per �allevamento
e addestramento cani�.
E non per il servizio di ricovero e custodia come chiesto dal bando di gara. Di
pi�, un anno dopo la vincita, Cafasso manco per sogno aveva ancora prodotto la
certificazione contributiva all�Inps.
Ma Battipaglia ci riprovava e chiedeva alla Camera di Commercio se essendo
iscritto come �piccolo imprenditore�, Cafasso non potesse proprio tenersi
quell�appalto. Duri, a Battipaglia!
E la Camera di Commercio, bocca della verit�, spiegava ai tardoni del Comune che
i requisiti per il ricovero e la custodia e il sostentamento dei cani sono
soggetti al rilascio di un�autorizzazione sanitaria fornita dall�Asl.
Intanto, grazie alla grana di Battipaglia e dopo che il Tar boccia Cafasso, si
scopre che la ditta ha iniziato l�attivit� il 19 luglio 1989! Oggetto:
allevamento e addestramento cani.
(Un� altra chicca per� ci sta: con dichiarazione sostitutiva Mauro Cafasso
dichiarava di aver svolto servizio di allevamento cani dal 1975 al 1989 con
riconoscimento di affisso Enci. Ovvero, dall�et� di 10 anni, visto che Mauro
nasce il 24 febbraio 1965, ndr).
Dall�11 marzo 1995 la ditta fa custodia dei cani randagi; dal 17 giugno 1998 fa
incenerimento delle carcasse; dal 1� marzo 2004 svolge accalappiamento dei
randagi e dal 24 febbraio 2005 incenerisce anche animali di media e grande
taglia. Mammiferi.
ACCALAPPIO L�APPALTO
Agli atti l�attivit� procede con iscrizioni a singhiozzo. Eppure il canile ha
svolto attivit� di mantenimento, custodia, cura e accalappiamento anche negli
anni precedenti.
Per chi e quando? Usl 60 di Agropoli, anni dall�89 al �94. Usl 56 di Oliveto
Citra, anni dal �92 al �94. Asl Sa/2, anni dal �95 al 2003. Asl AV/1 di Ariano
Irpino maggio 2002-2003; Comune di Napoli anni 2001-2002 e Procura di Napoli
anni 2002-2003. Pure l�accalappiamento, che non era registrato alla Camera di
Commercio, per conto della Procura!!
Grandissimo Cafasso.
Tiriamo le somme: per oltre 16 anni dal 19 luglio 1989, inizio dell�attivit�
dell�impresa al 9 dicembre 2005, giorno in cui Cafasso viene autorizzato almeno
per l�accalappiamento dei randagi, Mauro Cafasso non risultava iscritto alla
Camera di Commercio di Salerno n� per l�accalappiamento n� per la custodia.
Se l�autorizzazione sanitaria dell�Asl (quella che esibisce Cicerale � la n.
3659 del 1� marzo 1995 per la sola custodia dei cani, in barba alla nuova legge
regionale 16/2001, art. 7 e 8 per i nuovi requisiti dei rifugi) � strettamente
legata al tipo di iscrizione alla Camera di Commercio, in tutto questo lungo
arco di tempo Cicerale si � aggiudicato appalti in un centinaio di comuni del
salernitano e oltre, pur non essendo in possesso dell�iscrizione camerale?
Comuni interessati, Asl e chissach� non hanno mai sollevato mai obiezioni in
merito.
Che ne pensa il ministro dell�Interno, Roberto Maroni?
FATTURE A PROCESSO
Reati prescritti, reati depenalizzati. Truffa non andata a segno perch� le false
fatture tornarono impagate dai Comuni che dovevano sborsare i soldi. Dunque
truffa non andata a buon fine e non punibile. Morale: assolti per non aver
commesso il fatto (tentato).
Corre l�anno 2004 e il tribunale di Vallo della Lucania chiude un capitolo
processuale contro Mauro e Giovanni Cafasso. Le accuse: �evadere le imposte sui
redditi (..)� con �fatture per operazioni in parte o in tutto inesistenti o
recanti l�indicazione dei corrispettivi o dell�Iva in misura superiore a quella
reale o utilizzando lo stesso documento fiscale per diverse operazioni�. O �per
prestazioni non chieste dall�ente�, si legge nell�imputazione.
Ma� le fatture non andarono a buon fine. E quel che �era penalmente rilevante
non ha pi� tale rilevanza alla luce del d.lgs 74/2000�.
E il fatto, quindi, non costituisce reato. Quanto la tentata truffa �il reato si
� estinto per intervenuta prescrizione alla data del 2/4/2003�.
COINCIDENZE
Almeno fino al 2006 Mauro Cafasso risultava consigliere comunale a Cicerale,
Comune dove sorge il canile e per il quale vince a ripetizione l�appalto per
l�accalappiamento e il mantenimento dei cani.
Coincidenza..
� anche consigliere della Comunit� Montana di Alento-Montestella, con comuni
convenzionati per il canile.
Coincidenza.
Il responsabile del dipartimento di veterinaria e direttore del servizio di
sanit� animale Asl Salerno 3 � il dr. Domenico Nese. Il fratello, dr. Aureliano
Nese, � stato direttore sanitario del canile di Cicerale.
Coincidenza.
Il dr. Alfonso Nigro, in merito alla capacit� ricettiva del canile (documento
del 6 marzo �06, in risposta ai Nas che chiedono quanti cani possa contenere
Cicerale, e al quale risponde gli attuali �2.250 (�)�, anche se �lo spazio a
disposizione poteva consentire il ricovero di un numero maggiore ma questo
comporterebbe maggiori problemi di gestione�, ndr), si presenta come medico
veterinario dirigente del distretto 108 di Agropoli, responsabile Asl Sa3 per la
vigilanza permanente presso la struttura in oggetto specificata e si firma �veterinario
responsabile del canile�.
Nigro, durante il periodo di sequestro del canile, risulta essere stato nominato
Ctu dal Tribunale di Vallo della Lucania: suo compito era la verifica del
rispetto del benessere animale all�interno del canile.
Coincidenza.
Si favoleggia che la moglie del veterinario sia figlia di un noto giudice della
Corte di Cassazione. Anche fosse, non � reato essere parenti.
Ma coincidenza.
Due dei tre dipendenti del canile (tre per quando ce n�erano 1676), ovvero Bruno
Cantarella e Mario Luca Cantarella, sono imparentati con un omonimo ex pm a
Vallo della Lucania, ora in forza a Salerno. Anche questo non � reato.
Coincidenza.
I CANI NON TORNANO
Verbale dei Nas del 23 febbraio 2006: presenti 1.676 cani. Venti giorni prima i
Nas ne documentano 1700, 1350 adulti e 350 cuccioli. In una lettera a Repubblica
il 22 giugno 2006 Cafasso parla di 1.000 cani.
Il dr. Nigro, in una comunicazione del 6 marzo parla di �2250 cani�. Secondo i
Nas la superficie di Cicerale � di 22.400 mq. Cafasso, in una lettera del 24
novembre 1995 al quotidiano �Cronache del Mezzogiorno�, parla di �circa 36mila
mq con 200 cani come verificato dai Nas di Salerno qualche mese addietro�. In
pratica i cani in dieci anni sono passati da 200 a 2000, in controtendenza
rispetto ai rifugi che offrono maggiore spazio per ciascun animale ospitato.
A Cicerale gli animali crescono del 1.000 per cento.
I CONTI, CHE BARBA
Mortalit� a Cicerale fa rima con incongruenze. Vai tu a capire perch�.
Quanti cani entrano, quanti ne vengono accalappiati e per il cui servizio i
Comuni pagano la ditta Cafasso?
Dati non recenti ma illuminanti, per capire come al solito il funzionamento del
sistema-Cicerale. L�Asl Sa2 distretto di Eboli certifica al 14/5/05, che �i cani
accalappiati dal 1/1/01 al 12/12/03 sono 590�. poi, �dall�1/1/04 al 15/03/05
sono stati 322�. In comunicazione della Polizia municipale di Eboli invece al
�31/8/05 ne risultano 291�.
Sommando i 590 cani accalappiati a Eboli dal 1� gennaio �01 al dicembre �03, i
circa 93 nel 2004 e i 217 nel 2005, i cani di Eboli risultano un terzo di quanti
dovrebbero essere: 291 anzich� 900.
Eboli ha pagato cani fantasma mai accalappiati? Ha mai verificato il Comune?
Dove stava la �gabola�?
Nel pagamento forfettario. Appalti un tot per cane e un tot per il mantenimento.
Chi aveva cura quindi di contare cosa entrava?
La convenzione firmata a Eboli, come quella del Comune di Buonabitacolo fissava
all�art.5 che �il costo della custodia � pari a euro 1549,37 e quello della
rimozione e distruzione delle carogne nella misura forfettaria in euro 200,63,
per complessivi euro 1.750 al mese�.
A tutto ci pensava Cafasso.
I numeri degli accalappiamenti per� sono impressionanti: a Giffoni Valle Piana
90 randagi nel 2003; dal 3/01/05 al 29/12/05 tra Campagna, Eboli, Serre,
Altavilla Salentina e Sicignano ne vengono presi 405; altri 92 nel medesimo
periodo solo a S. Cipriano Picentino, altri 67 a Montecorvino Pugliano e 111 a
Montecorvino Rovella.
Solo in questo Comune, record dei record, in un solo giorno ne risultano
accalappiati il 23 maggio �05 ben 30. Tutti in due furgoncini. Un bottino!
Ebbene, con i dati, incompleti, di questi cinque comuni e il distretto di Eboli,
rispetto ai cento comuni circa convenzionati, dal 1 gennaio �01 al 29 dicembre
�05 la presenza dei cani dovrebbe superare le 1.400 unit�, cifra in contrasto
con i dati dei Nas del 23 febbraio �06 (1676 cani presenti).
Di pi�. Nella fattura che Cafasso si accinge a presentare a Eboli per la tranche
novembre 2004-gennaio 2005, risultano in vita 199 cani dei 912 portati in canile
a partire dall�1/1/01.
E gli altri?
MUORI CHE TI PASSA
Schede di rilevamento dell�Asl Sa3, anno 2006. Esemplificativo.
E occhio alla mortalit�!
A gennaio 2006, 1.746 cani, 213 accalappiati, 310 morti.
Febbraio: 1.672 presenti, 255 morti.
Marzo: 1.786 cani, 208 morti.
Aprile: 1.745, 237 morti.
Maggio: 1.763, 402 morti.
Giugno: 1.682 cani, 350 morti.
Luglio: 1709 cani, 299 morti.
Agosto: 1.691 cani, 325 morti.
Settembre: 1.691 cani, 325 morti.
Dall�analisi comparata dei dati del registro di carico e scarico ecco le cifre:
cani sani entrati 863; cani malati entrati 810, totale 1.673.
Cani sani usciti: 200; cani malati usciti 616, cani soppressi 60, totale 876.
Restano vivi in canile i 797 cani entrati pi� quelli in essere al 31 dicembre
�05, 1.763.
Ma al 3 ottobre 2006 nel canile dai registri telematici risultano presenti 2.560
cani.
Chi pagava? C�� discordanza numerica tra le entrate mensili dei registri e il
resoconto del dr. Nigro: 1.481 contro 2.756.
Secondo Nigro i cani morti e inceneriti sono stati nel 2006 2.711, quelli
affidati 124.
Secondo il registro telematico al 3/10/06: 1.673 entrati, 876 usciti, 797 in
vita, affidati 124.
Totale 2.436 cani presenti.
Secondo Nigro, riepilogo: entrati 2.756, usciti 2.711, in vita 45. In esistenza
1.763, affidati 124.
Totale cani presenti 1.683.
Una tombola.
A nessuno � venuto in mente di percorrere la strada dei controlli tributari,
fiscali, delle corrispondenze tra cani pagati, cani accalappiati e fatture
emesse?
La struttura di Cicerale � agli sgoccioli, oggi.
Ma Cafasso o chi per esso continua ad accalappiare e a destinare i randagi in
altre strutture.
Sue o di persone fidate poco conta.
� semplicemente il sistema che si riproduce.
Pi� che i Nas, serve la Guardia di Finanza dentro i canili.
Una nuova alleanza col ministero della Salute � la via da percorrere.
NOTA
CHILIAMACISEGUA VI SEGNALA I LINK DEGLI ARCHIVI DE LA PADANIA 2008 2009 2010 CHE
COMPRENDONO TUTTI GLI ARTICOLI DENUNCIA DI STEFANIA PIAZZO.
CHILIAMACISEGUA
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